Creazioni Vito Alfarano

IL RUMORE DELL'AMORE
Ispirato a Paolo e Francesca e agli innamorati contemporanei
Da un’idea di Vito Alfarano
Con Vito Alfarano, Federica Iacuzzi, Paola Maran, Manfredi Perego.
Video Alessandro Gasperotto
Musiche di autori vari e originali di Simone Pizzardo con la collaborazione degli allievi della classe di musica d’uso del Conservatorio “F. Venezze” di Rovigo.
Coreografie Vito Alfarano
Regia Luigi Marangoni
Compagnia Fabula Saltica

Lo spettacolo nasce dalla volontà dell’Associazione di dare spazio ai danzatori della compagnia e di promuovere giovani coreografi emergenti. Il Rumore dell’amore è il risultato di un percorso che inizia con uno Studio intitolato Oltre i Confini, presentato presso la rassegna Percorsi D’Autore, e si arricchisce in seguito attraverso il materiale raccolto durante il laboratorio di movimento corporeo e teatrale, che lo stesso Vito Alfarano e la danzatrice Paola Maran realizzano con le detenute/i della Casa Circondariale di Rovigo.

Quattro danzatori in scena danzano e parlano. L’innamoramento è il tema conduttore, con tutti i suoi “rumori”, a volte sono suoni delicatissimi altre volte fragori tempestosi. Bufere simili a quelle in cui Paolo e Francesca sono costretti a muoversi nell’Inferno di Dante. La danza delle loro anime è commovente e si contrappone alla freddezza dei rumori delle carceri dove, dopo un laboratorio con le detenute e i detenuti, sono state raccolte immagini, parole, canzoni, lacrime e sorrisi. Ecco allora le storie degli innamorati contemporanei, siano essi detenuti o liberi. Ecco i danzatori che si mettono in gioco usando anche la parola. Delirio, vertigine, attesa, sofferenza, festa, raccontate con una musica a volte trascinante e a volte delicata, in orgasmi di energia che i danzatori metteranno nei loro corpi. Il rumore dell’amore, nei suoi abissi di profondità e di animalità, senza filtri intellettuali, coinvolgerà profondamente gli innamorati e tutti coloro che almeno una volta sono stati innamorati.

Produzione 2008 Associazione Balletto “città di Rovigo” in collaborazione col Comune di Rovigo – Teatro Sociale, Provincia di Rovigo, Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, Ente Rovigo Festival, con il contributo del Ministero per i Beni e le Attività Culturali – ArcoDanza Regione del Veneto.

Durata 1 ora 15 min.
Anno creazione 2009
PROMO: GUARDA IL VIDEO
Foto di Nicola Boschetti

MOVING THE CITY
PERFORMING TIME AND WATER IN A CITY FOR THE EYE

26.27.03.2011

DIREZIONE ARTISTICA
Ismael Ivo

IDEAZIONE E ORGANIZZAZIONE
Viviana Palucci, Manola Bettio

COORDINAMENTO
Carla Vimercati

LABORATORIO DI DRAMMATURGIA
Stefano Tomassini

COREOGRAFI
Vito Alfarano, Laura Boato, Jagoda Bobrowska,
Massimo Molinari, Daniele Ziglioli

CON I DANZATORI DELL’ARSENALE DELLA DANZA
Sara Angius, Emanuela Biazzi, Noelle Cotler, Patrick Cubbedge, Loretta D’Antuono, Flavio Arco-Verde, Laura De Nicolao, Roberta De Rosa, David Lagerqvist, Leonardo Magalhães Muniz, Ariadne Mikou, Giuseppe Paolicelli, Claudio Pisa, Andrea Rampazzo, Cristian Rebouças Da Silva, Lucas Ribeiro Saraiva, Armando Rossi, Claudia Sansone, Valentina D’Apuzzo Schisa, DuJuan Smart Jr., Pamela Tzeng, Felipe Vieira Vian, Elisabetta Violante, Chiara Vittadello, Anastasia Voronina

GLII STUDENTI DEL CONSERVATORIO “B. MARCELLO” DI VENEZIA Andrea Dal Bianco, Alessio Ghezzi, Lorenzo Battistel, Ambra Ceroni, Simone Saviane, Marco Costa, Rita Bincoletto, Giovanni Claudio Di Giorgio, Andrea Vecchiato, Davide Carolo, Mattia Balboni, Camilla De Giovanni, Sabina Bakholdina

GLI STUDENTI DEL CLAST IUAV
Alice Coppo, Rita Giacobazzi, Giacomo Giuntini, Marco Gnaccolini, Juliette Lavault, Serena Piccoli, Isabella Terroso, Teresa Valerio, Milena Wayllany

Moving the City è un progetto dell’Arsenale della Danza della Biennale di Venezia.
Nasce in collaborazione con Choreographic Collision dell’Associazione DanzaVenezia, e si svolge sui mezzi di trasporto pubblici della città grazie alla collaborazione con ACTV, gli studenti del Conservatorio “B. Marcello” di Venezia e della Laurea Magistrale in Scienze e Tecniche del Teatro della Facoltà di Design e Arti dell’Università Iuav di Venezia.

“Perché questa è la città dell’occhio: le altre facoltà vengono in seconda linea”: così scrive Iosif Brodskij (1940-1996) nel suo Fondamenta degli incurabili, pubblicato a Venezia nel 1989, quale testimonianza di una città sull’acqua percepita come genesi perenne di tempo e bellezza. I contrappunti visionari dello scrittore russo sono i primi impulsi di questi interventi performativi lungo alcuni imbarcaderi e su alcuni vaporetti della linea 1 e 2 di Venezia.
5 coreografi e 25 danzatori, guidati da Ismael Ivo, trasformano la vita ordinaria della città lungo il periplo dei suoi principali mezzi di comunicazione, secondo l’idea che occorre invadere lo spazio, rompere gli equilibri del tempo perché sia possibile ogni nuova prossimità con l’infinito. Non v’è programmazione né spettacolo, ma simultaneità e combinazione, perché (di)vagare sulla città con i corpi e con gli sguardi significa associare al quotidiano fluire dei pensieri la liquida trama dell’acqua.

Creazione 2011
foto di Ilaria Berto

OLTRE I CONFINI
ispirato a Paolo e Francesca

Coreografia di Vito Alfarano
Con Federica Iacuzzi e Vito Alfarano
Musiche di Torquet and Hoppin , Rodrigo Leão

L’amore è un sentimento profondo, intenso e coinvolgente che accomuna ogni uomo nelle sue diverse modalità di forma ed espressione. Molti sono i suoi aspetti, molti i modi e molti anche i suoi effetti che portano l’uomo a vivere molteplici stati d’animo che vanno dalla felicità alla disperazione. Tra le varie forme dell’amore vi è quello passionale, infinito, capace di unire indissolubilmente in un tutt’uno due anime coinvolgendo mente e corpo, così grande da sopravvivere anche dopo la morte. Questo è un modo assoluto e totale di amare, non da tutti così intensamente vissuto e per questo spesso immaginato ed idealizzato. Ed è proprio da questa idealizzazione che nasce la coreografia de “IL RUMORE DELL'AMORE”, la storia di due cognati amanti uccisi dal marito di lei, Gianciotto e condannati per l’eternità all’inferno per adulterio.

"Amor, ch’al cor gentil ratto s’apprende, prese costui de la bella persona che mi fu tolta; e ‘l modo ancor m’offende. Amor, ch’a nullo amato amar perdona, mi prese del costui piacer sì forte, che, come vedi, ancor non m’abbandona. Amor condusse noi ad una morte. Caina attende chi a vita ci spense."

Il tema di fondo è quello dell’amore, del suo insorgere, sublimarsi e decadere. Siamo nell’inferno dantesco, nel cerchio dei lussuriosi dove due creature si aggirano trascinate dalla bufera. Nella coreografia lo scorrere del tempo e la danza dei due protagonisti con un libro costituiscono i due elementi importanti. L’amore di Paolo e Francesca consumato durante la loro vita, superando i limiti della morte, diventa eterno e continua a vivere nel cuore di ogni uomo grazie all’opera dantesca.
...per scoprire o riscoprire un sentimento universale e autentico che accomuna ogni uomo, qualsiasi esso sia, in qualsiasi tempo e spazio…

La coreografia ha vinto il grand prix al The 4th International Sergei Diaghilev Competition of Choreographic Art in Polonia a Lodz nel 2009.

Durata 18 min.
Anno creazione 2007

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Foto di Orlando Sinibardi

TESTA O CROCE
Concept e regia di Vito Alfarano
Coreografia di Vito Alfarano con Iunia Bricca
Performers Iunia Bricca e Vito Alfarano
Musiche inedite di Gerardo Felisatti e Simone Pizzardo
Regia del suono Simone Pizzardo
Voce di Camilla Ferrari
Costumi Alessandro Di Marco
Produzione 2014 dell' Associazione Balletto “città di Rovigo” compagnia Fabula Saltica con il contributo del Ministero per i beni e le Attività Culturali, Regione del Veneto - ArcoDanza

Con “Testa o Croce” il coreografo Vito Alfarano indaga attorno al sentimento dell’amore, dove l’abbandono è il tema conduttore con le sue conseguenze animate da pazzie, fragilità, ironia, potenza, cinismo e solitudine.
Quante volte non siamo stati ricambiati in amore come avremmo voluto?
Quante volte siamo stati lasciati?
E’ qui che perdiamo il controllo, siamo come un fiume in piena pronto ad inondare una intera città o un tornado pronto a distruggere tutto ciò che gli sta attorno. Con la testa vorremmo mandare a quel paese l’amore ma senza riuscirci perché il cuore non è d’accordo.
Chi vincerà? la testa o il cuore?
Testa o croce…difficile stabilire la propria sorte affidandoci al lancio di una moneta.

Anno crezione 2014
Durata 1 ora

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Foto di Alberto Gandolfo

USEYOURNAME
Di e con Na Hoon Park, Yaron Shamir & Vito Alfarano
Musica di Cristian Vogel
In un mondo affollato da informazioni, l' identità diventa una parola liquida. Sono ossessionato dal dover inventare più volte me stesso, spinto dalla necessità di essere accettato. Sono costretto a sacrificare la mia vera identità a seconda delle circostanze e di quello che gli altri richiedono. Se io non appartengo a qualcosa non esisto? E quindi come un giocatore di poker ben addestrato divento un maestro del travestimento dando la giusta impressione nel posto giusto al momento giusto. Combatto con la paura di trovarmi isolato nel momento in cui mi espongo con la mia vera natura e spero di avere ancora il coraggio di essere orgoglioso della mia propria identità e del mio nome.

Progetto sostenuto da SIDance 2014 (Seoul International dance festival) e Goethe-institut (Germany).
Anno creazione 2014
Durata 30 minuti
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Foto di Lee Hyun Joon

IL MIO GRIDO
Videodanza della durata di 7’40”

Concetto e regia Vito Alfarano
Riprese video Ludovico Guglielmo
Montaggio Alessandro Gasperotto
Fotografia di scena Giulio Cesare Grandi
Sound design Simone Pizzardo
Musica inedita di Simone Pizzardo e Camilla Ferrari
Laboratorio vocale Camilla Ferrari
Laboratorio sul movimento Vito Alfarano

Qual è la genesi di un grido? C’è un grido latente nell’uomo? Il grido è un suono che si insinua tra le viscere di chi vive. Uno squarcio che sta lì, nascosto, profondo, enorme, da sempre. Un grido pronto ad esplodere solo quando la solitudine e l’impossibilità di comunicare si tramutano in disagio dell’anima. Troppo per un solo uomo. Troppo per un uomo solo. Il mio grido è l’epilogo di una emozione che tra corpo e suono, si fa arte, un suono che non nasce dietro le sbarre, ma si sedimenta e cresce nell’arco di tutta una vita.

Lo sfondo bianco elimina qualsiasi possibilità di collocamento nello spazio.
La nudità esprime potenza, morbidezza, vivacità e fragilità.
Non sapendo nulla del corpo che sta sullo schermo, che sia bello, brutto, rugoso, ferito, vivace, giovane, vecchio, potente, gracile, lo spettatore non vedrà il detenuto, ma solo una semplice e complessa meraviglia, che si chiama UOMO.
La voce singola è uno scrigno unico di informazioni ed emozioni, intimamente legato al proprio vissuto e al luogo da cui si proviene, più voci insieme si fanno coro.
Le voci dei detenuti e i suoni elettronici compongono la musica originale, creando una relazione inscindibile tra corpo e voce, immagine e suono.

Menzioni,selezioni e segnalazioni de Il mio grido:
- menzione speciale da parte del Presidente della Repubblica italiana Giorgio Napolitano al Premio Letterario Nazionale “Carlo Castelli” per la solidarietà (2012) - Forlì
- selezionato al CologneOFF -Cologne International Videoart Festival 2013 – Colonia, Germania
- selezionato all' ARTQ Festival - ALTERAZIONI VISIVE:IL RISVEGLIO DELLE ORIGINI
- esposizione nel Castello Aldobrandesco di Arcidosso dal 27 luglio al 1 settembre 2013 - Grosseto
- segnalazione di merito al Premio Luana Raia 2013
- selezionato al “International dancefilmfestival Brussels 2013”- “L’art difficile de filmer la danse”- Bruxelles, Belgio
- invito a PALEOCONTEMPORANEA 2013, festival di arte contemporanea per la sezione video rassegna “poi piovve dentro l’alta fantasia” esposizione dal 25 ottobre 2013 al 6 gennaio 2014 all’Osservatorio Astronomico – Capodimonte, Napoli
- A Virtual Memorial Vilnius, dedicato alla memoria dell’Olocausto, dal 23 settembre al 29 ottobre 2013 a Vilnius, Lituania
- Corso Superiore di Arte Visive università di Potenza, nell’ambito di LAP Public Art Award 2013. 16 settembre a Potenza e 19 settembre Matera
- Breaking8 2013, Festival Internazionale di video danza – Cagliari
- @ DIRECT ACTION* 2014 Berlin, Festival for conceptual/non-expressive/non-dramatic actions and interventions. Berlino 23-25 maggio 2014
- Premio speciale della giuria di qualità al “Premio l’anello debole 2014”, 21-29 giugno Capodarco di Fermo
- “Il meglio dei corti” de “ Il premio L’anello debole” giovedi 12 marzo a Monte Urano al cinema Arlecchino.
- Festival “piccola scena digitale” 0 giugno 2015 presso La Casa Del Cinema, Roma.
- Luglio 2015 "The Third Coast Dance Film Festival" in Houston (TX).
- 27 novembre 2015 presentato al Moving Futures Festival in Tillburg (NL).
- Destini incrociati 2015 Festival nazionale di Teatro in carcere, Pesaro.
- Cinedans Festival 2016, al EYE filmmuseum in Amsterdam dal 16 al 20 March 2016.
- IDACOnyc 2016, dal 24 al 28 maggio all' Italian Cultural Institute & The Sheen Center a Manatthan, NewYork

Anno creazione 2011
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Foto di Giulio Cesare Grandi