Oltre i Confini anno 2008


IL RUMORE DELL’AMORE…
Ispirato a Paolo e Francesca e agli innamorati contemporanei
Da un’idea di Vito Alfarano

Con Vito Alfarano, Federica Iacuzzi, Paola Maran, Manfredi Perego
Regia Luigi Marangoni
Coreografie Vito Alfarano
Video Alessandro Gasperotto
Musiche di autori vari e inedite di Simone Pizzardo
Costumi e oggetti scenici Elena Frigato
GUARDA IL VIDEO

Spettacolo di danza prodotto dalla compagnia Fabula Saltica.
Quattro danzatori in scena danzano e parlano. L'innamoramento è il tema conduttore, con tutti i suoi “rumori”, a volte sono suoni delicatissimi altre volte fragori tempestosi. Bufere simili a quelle in cui Paolo e Francesca sono costretti a muoversi nell'Inferno di Dante. La danza delle loro anime è commovente e si contrappone alla freddezza dei rumori delle carceri dove, dopo un laboratorio con le detenute e i detenuti, sono state raccolte immagini, parole, canzoni, lacrime e sorrisi. Ecco allora le storie degli innamorati contemporanei, siano essi detenuti o liberi. Ecco i danzatori che si mettono in gioco usando anche la parola. Delirio, vertigine, attesa, sofferenza, festa, raccontate con una musica a volte trascinante e a volte delicata, in orgasmi di energia che i danzatori metteranno nei loro corpi. Il rumore dell'amore, nei suoi abissi di profondità e di animalità, senza filtri intellettuali, coinvolgerà profondamente gli innamorati e tutti coloro che almeno una volta sono stati innamorati.

Il 24 gennaio 2012 lo spettacolo è stato anche presentato a Roma nel teatro del Carcere di Rebibbia in presenza di quattrocento detenuti. Lo spettacolo è in circuitazione dal 2009 in vari teatri e Festival e nelle scuole medie e superiori di varie città italiane.

LIBRETTO
Lo spettacolo IL RUMORE DELL’AMORE è approfondito dalla pubblicazione di un libretto che contiene foto, disegni, pensieri, lettere e emozioni raccolti dai quaderni che i detenuti hanno rilasciato al termine del primo laboratorio.

IL SILENZIO DELL’AMORE
Regia e montaggio di Alessandro Gasperotto.

Documentario della durata di 35 minuti che illustra il percorso svolto durante il primo laboratorio . Le immagini dei detenuti e delle detenute, le loro parole, le loro lettere, la loro musica, i loro sguardi e le loro lacrime fanno capire a chi lo vede il calore umano che abbiamo incontrato durante questo lavoro laboratoriale nel 2008.

Oltre i Confini anno 2009


VIDEOISTALLAZIONE AUTORITRATTI DAL CARCERE
Dove c’è conoscenza i pregiudizi svaniscono
Ideazione Luigi Marangoni

Direzione artistica e organizzativa Vito Alfarano e Luigi Marangoni
Riprese video Alessandro Gasperotto e Simone Pizzardo
Montaggio video Alessandro Gasperotto
Musiche Simone Pizzardo
Fotografia video Giulio Cesare Grandi
Percussioni Alessandro Alfonsi
Grafica e Organizzazione Elena Frigato

Proiezioni sugli edifici di un luogo centrale della città.
Seduti davanti a un “muro di domande” dodici detenute/i parlano di sé.
Dentro di noi abbiamo tutti delle domande o dei pensieri irrisolti. Alcune domande ci accompagnano per tutta la vita, altre per un periodo più breve. Queste domande sono le spie del nostro stato d’animo. Abbiamo pensato al concetto di muro. Abbiamo pensato a come il muro che determina un limite si potesse superare. Abbiamo provato ad animarlo proprio con delle domande. Rendere il muro vivo con le domande più disparate che popolavano la mente di ogni detenuto. Ognuno ha attaccato alla parete le sue domande.
Telecamera fissa per cercare una maggiore oggettività. Un minuto circa per ciascuno. Percussioni e carillon tra un autoritratto e l’altro. Due videoproiettori. Si assiste ad un atto di coraggio pieno di umanità, in cui le storie e le parole, hanno una semplicità a tutti noi cara, la semplicità e il mistero che avvolge le cose importanti della vita.

La videoistallazione AUTORITRATTI DAL CARCERE ha partecipato a:
- 24 ore d’aria 2011 Festival arte e carcere - Genova
- Edge Festival 2011 Centro Europeo Teatro e Carcere – Milano
- XIII Festival Internazionale di Poesia 2011- Genova
- Destini incrociati 2012. Prima rassegna nazionale Teatro in carcere organizzata dal coordinamento nazionale di Teatro e Carcere – Firenze

DIETRO AL RITRATTO
Regia e montaggio di Alessandro Gasperotto.

Documentario backstage della durata di 31 minuti che testimonia l'attività laboratoriale e la preparazione dell'istallazione video. Documentario selezionato al MED Film Festival 2011 (Festival del cinema del Mediterraneo).

“Quando uscite fate sapere alla gente che non siamo dei mostri.”
Questo è l’appello dei detenuti del carcere di Rovigo.
Un dietro le quinte che testimonia l’approccio e gli stimoli forniti nel 2009 durante il laboratorio Oltre i confini 2, nella volontà di mettere i detenuti nelle migliori condizioni di parlare di sé stessi per la realizzazione di Autoritratti dal carcere.
Lo scopo è quello di creare un ponte di conoscenza tra il carcere e la città.

Abbiamo voluto dare una nuova possibilità a uomini e donne italiani e stranieri di comunicare con l’esterno, mostrando alla gente “libera” chi sono i detenuti.
Seduti davanti a un “muro di domande” nove detenute/i parlano di sé. Il modo per raccontarsi è vario e passa attraverso parole, canzoni, silenzi, danze, improvvisazioni,ecc.

Era chiaro che per i detenuti accettare sarebbe stata una sfida, infatti chi sconta una pena, a causa del proprio “marchio”, fa fatica a trovare lavoro e a reinserirsi nel tessuto sociale.
Mostrarsi alla cittadinanza così apertamente è un atto di coraggio animato da un’esigenza interiore di comunicare, di far sapere chi sei e quali sono i pensieri e sentimenti più profondi.

Il documentario DIETRO AL RITRATTO è stato selezionato a:

- MED FILM Festival 2010 Festival del cinema del mediterraneo - Roma
- Salone della Giustizia 2010 - Rimini
- Sherwood Festival 2010 Festival culturale indipendente - Padova
- Amnesty International 2011 – VOCI PER LA LIBERTA’ - Villadose (Rovigo)
- Destini incrociati 2015 Festival nazionale di Teatro in carcere - Pesaro

RACCONTO FOTOGRAFICO
Di Giulio Cesare Grandi.

Gli scatti dei momenti del laboratorio diventano qualcosa di più di una sola mostra fotografica: alle foto sono accostate le parole dei detenuti fotografati.

Oltre i Confini anno 2010


IL MIO GRIDO
Videodanza della durata di 7’40”

Concetto e regia Vito Alfarano
Riprese video Ludovico Guglielmo
Montaggio Alessandro Gasperotto
Fotografia di scena Giulio Cesare Grandi
Sound design Simone Pizzardo
Musica inedita di Simone Pizzardo e Camilla Ferrari
Laboratorio vocale Camilla Ferrari
Laboratorio sul movimento Vito Alfarano
GUARDA IL VIDEO

Qual è la genesi di un grido? C’è un grido latente nell’uomo? Il grido è un suono che si insinua tra le viscere di chi vive. Uno squarcio che sta lì, nascosto, profondo, enorme, da sempre. Un grido pronto ad esplodere solo quando la solitudine e l’impossibilità di comunicare si tramutano in disagio dell’anima. Troppo per un solo uomo. Troppo per un uomo solo. Il mio grido è l’epilogo di una emozione che tra corpo e suono, si fa arte, un suono che non nasce dietro le sbarre, ma si sedimenta e cresce nell’arco di tutta una vita.

Lo sfondo bianco elimina qualsiasi possibilità di collocamento nello spazio.
La nudità esprime potenza, morbidezza, vivacità e fragilità.
Non sapendo nulla del corpo che sta sullo schermo, che sia bello, brutto, rugoso, ferito, vivace, giovane, vecchio, potente, gracile, lo spettatore non vedrà il detenuto, ma solo una semplice e complessa meraviglia, che si chiama UOMO.
La voce singola è uno scrigno unico di informazioni ed emozioni, intimamente legato al proprio vissuto e al luogo da cui si proviene, più voci insieme si fanno coro. Le voci dei detenuti e i suoni elettronici compongono la musica originale, creando una relazione inscindibile tra corpo e voce, immagine e suono.

Menzioni,selezioni e segnalazioni de Il mio grido:
- menzione speciale da parte del Presidente della Repubblica italiana Giorgio Napolitano al Premio Letterario Nazionale “Carlo Castelli” per la solidarietà (2012) - Forlì
- selezionato al CologneOFF -Cologne International Videoart Festival 2013 – Colonia, Germania
- selezionato all' ARTQ Festival - ALTERAZIONI VISIVE:IL RISVEGLIO DELLE ORIGINI esposizione nel Castello Aldobrandesco di Arcidosso dal 27 luglio al 1 settembre 2013 - Grosseto
- segnalazione di merito al Premio Luana Raia 2013
- selezionato al “International dancefilmfestival Brussels 2013”- “L’art difficile de filmer la danse”- Bruxelles, Belgio
- invito a PALEOCONTEMPORANEA 2013, festival di arte contemporanea per la sezione video rassegna “poi piovve dentro l’alta fantasia” esposizione dal 25 ottobre 2013 al 6 gennaio 2014 all’Osservatorio Astronomico – Capodimonte, Napoli
- A Virtual Memorial Vilnius, dedicato alla memoria dell’Olocausto, dal 23 settembre al 29 ottobre 2013 a Vilnius, Lituania
- Corso Superiore di Arte Visive università di Potenza, nell’ambito di LAP Public Art Award 2013. 16 settembre a Potenza e 19 settembre Matera
- Breaking8 2013, Festival Internazionale di video danza – Cagliari
- @ DIRECT ACTION* 2014 Berlin, Festival for conceptual/non-expressive/non-dramatic actions and interventions. Berlino 23-25 maggio 2014
- Premio speciale della giuria di qualità al “Premio l’anello debole 2014”, 21-29 giugno Capodarco di Fermo
- “Il meglio dei corti” de “ Il premio L’anello debole” giovedi 12 marzo a Monte Urano al cinema Arlecchino.
- Festival “piccola scena digitale” 0 giugno 2015 presso La Casa Del Cinema, Roma.
- Luglio 2015 "The Third Coast Dance Film Festival" in Houston (TX).
- 27 novembre 2015 presentato al Moving Futures Festival in Tillburg (NL).
- Destini incrociati 2015 Festival nazionale di Teatro in carcere, Pesaro.
- Cinedans Festival 2016, al EYE filmmuseum in Amsterdam dal 16 al 20 March 2016.
- IDACOnyc 2016, dal 24 al 28 maggio all' Italian Cultural Institute & The Sheen Center a Manatthan, NewYork

foto di Giulio Cesare Grandi